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legende in tv e al cinema
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legende in tv e al cinema
Tecniche di arti marziali che causano la morte "ritardata" di una persona sono uno dei temi centrali dell'anime Ken il guerriero, ma sono comuni anche alla tradizione dei B-movie di arti marziali (da cui probabilmente la leggenda metropolitana deriva). Quentin Tarantino ha ripreso questa idea nel suo film Kill Bill 2. Una delle più diffuse leggende fiorite sulla morte di Bruce Lee, risalente ad almeno la fine degli anni ottanta, vuole proprio la più famosa star dei film di arti marziali vittima di uno di questi letali colpi leggendari.
Il film Tre scapoli e un bebè (USA, 1987) diretto da Leonard Nimoy, divenne celebre alcuni anni dopo l'uscita nei cinema per una leggenda metropolitana che ancora oggi continua a circolare. Durante il film appare l'immagine di quello che sembra un bambino nascosto dietro una tenda, il quale non ha nulla che vedere con la trama. La leggenda narra di un bambino uccisosi accidentalmente col fucile del padre proprio nell'appartamento dove fu girato il film. La voce ha numerose varianti: secondo alcune la madre, scoprendo il figlio nel film, ebbe un malore o addirittura diventò folle. L'immagine è effettivamente visibile, ma sembra in realtà trattarsi di una semplice sagoma di cartone dell'attore Ted Danson dimenticata sul set, tanto più che gli interni del film furono girati in studi cinematografici e nessuna vera abitazione fu affittata.[15]
Il film Candyman - Terrore dietro lo specchio (USA, 1992), diretto da Bernard Rose, s'ispira ad un racconto di Clive Barker e narra di una studiosa di leggende urbane che si imbatte per caso in un essere (Candyman, appunto) terribile, simile ad un fantasma con un grande uncino al posto di una mano, che la utilizza come spettatore inerme dei suoi efferati delitti. Il personaggio di Candyman sembra ispirata dalla "storia dell'uncino", molto diffusa negli USA: due fidanzati sfuggono fortunosamente all'assalto di un maniaco omicida con un uncino al posto della mano e, giunti a casa, trovano l'uncino incastrato nella portiera della macchina. Questa storia è talmente celebre che è stata utilizzata anche da Stephen King come titolo di un capitolo del suo saggio sull'horror Danze macabre, dedicato appunto al racconto dell'orrore nella sua forma più basica: il racconto davanti al fuoco, da cui si passa facilmente alla leggenda urbana.
Il film Leggende metropolitane (USA, 1998), diretto da Jamie Blanks e che vede la partecipazione di Joshua Jackson (uno dei protagonisti della serie tv statunitense Dawson's Creek), riassume e integra nella propria trama le principali leggende urbane passate alla fama mondiale: da "la banda dei fari" al "cagnolino nel forno a microonde", senza dimenticare la "baby sitter assassinata". Sono stati realizzati due seguiti, Urban Legend Final Cut e Urban Legend 3.
I film Ring (Giappone, 1998) di Hideo Nakata e The Ring (USA, 2003) di Gore Verbinski sono ispirati al romanzo Ring citato nella sezione letteratura, con diverse varianti. In particolare, nella versione statunitense è una telefonata che avvisa le vittime della propria morte nel giro di una settimana
Nel cartone animato televisivo i Simpson molte delle puntate di Halloween (La paura fa 90) si ispirano anche a leggende metropolitane.
Nella serie animata Daria l'episodio "Legends of the Mall" è interamente basato sulle leggende urbane, tra cui anche una versione rivisitata della "storia dell'uncino".
Il programma televisivo Urban Legends, trasmesso su Italia 1 e condotto da Andrea Pellizzari, tratta di leggende metropolitane.
In una puntata del telefilm Genitori in blue jeans, durante la quale i protagonisti raccontano storie del terrore, Mike narra di aver dato un passaggio ad un'autostoppista fantasma.
Nella trasmissione scientifico-divulgativa Miti da sfatare i due conduttori Adam Savage e Jamie Hyneman cercano in ogni puntata di sfatare, o confermare, famose leggende urbane.
Nel programma divulgativo Voyager, in onda su Rai Due e condotto da Roberto Giacobbo, in diverse puntate si è parlato di leggende metropolitane e sulle loro probabili origini
Il film Tre scapoli e un bebè (USA, 1987) diretto da Leonard Nimoy, divenne celebre alcuni anni dopo l'uscita nei cinema per una leggenda metropolitana che ancora oggi continua a circolare. Durante il film appare l'immagine di quello che sembra un bambino nascosto dietro una tenda, il quale non ha nulla che vedere con la trama. La leggenda narra di un bambino uccisosi accidentalmente col fucile del padre proprio nell'appartamento dove fu girato il film. La voce ha numerose varianti: secondo alcune la madre, scoprendo il figlio nel film, ebbe un malore o addirittura diventò folle. L'immagine è effettivamente visibile, ma sembra in realtà trattarsi di una semplice sagoma di cartone dell'attore Ted Danson dimenticata sul set, tanto più che gli interni del film furono girati in studi cinematografici e nessuna vera abitazione fu affittata.[15]
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Il film Leggende metropolitane (USA, 1998), diretto da Jamie Blanks e che vede la partecipazione di Joshua Jackson (uno dei protagonisti della serie tv statunitense Dawson's Creek), riassume e integra nella propria trama le principali leggende urbane passate alla fama mondiale: da "la banda dei fari" al "cagnolino nel forno a microonde", senza dimenticare la "baby sitter assassinata". Sono stati realizzati due seguiti, Urban Legend Final Cut e Urban Legend 3.
I film Ring (Giappone, 1998) di Hideo Nakata e The Ring (USA, 2003) di Gore Verbinski sono ispirati al romanzo Ring citato nella sezione letteratura, con diverse varianti. In particolare, nella versione statunitense è una telefonata che avvisa le vittime della propria morte nel giro di una settimana
Nel cartone animato televisivo i Simpson molte delle puntate di Halloween (La paura fa 90) si ispirano anche a leggende metropolitane.
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Jim Morrison- ISPETTORE MARESCIALLO

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