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A Potenza un «tutore» per i malati del gioco
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A Potenza un «tutore» per i malati del gioco
di MASSIMO BRANCATI
Riconoscimento di una «malattia», stop alla pubblicità ingannevole per un passatempo che sia davvero «consapevole». Continua la lotta al gioco d’azzardo dello studio legale di Riccardo Vizzino, avvocato lucano da anni in trincea contro quello che definisce una «piaga sociale». I dati di persone che giocano d’azzardo (poker ma anche lotterie istantanee, gratta & vinci e via dicendo) e si indebitano fino al collo cresce esponenzialmente. Anche in Basilicata. I riflessi sull’economia locale sono marcati e rischiano di incidere in maniera negativa anche sul fronte occupazionale: a giocare sono soprattutto gli imprenditori che dilapidano il proprio patrimonio già «rosicchiato » dalla crisi. A pagarne le conseguenze, oltre al diretto interessato e alla sua famiglia, sono anche gli operai, i dipendenti delle varie aziende.
La Regione Basilicata (primo firmatario è il consigliere Marcello Pittella) ha presentato una proposta di legge per contrastare il gioco d’azzardo, stanziando in bilancio di un fondo di euro 40.000 destinato al recupero (analisi del debito, sostegno finanziario iniziale, supporto psicologico e psichiatrico, consulenza legale) del giocatore affetto da Gap (Gioco d’Azzardo Patologico). Apprezzato l’interessamento della Regione, alla quale lo studio Vizzino rivolge l’invito a chiedere anche al presidente dell’Eni di partecipare, sotto forma di sponsorizzazione, al progetto anti-gioco d’azzardo. L’associazione creata dallo studio legale Vizzino utilizza il rimedio previsto dalla figura dell’«amministratore di sostegno», vale a dire di un soggetto che in collaborazione con i Sert, prendendosi cura del soggetto che non riesce ad uscire dal tunnel del gioco d’azzardo, amministra i suoi beni.
Lo scopo principale di questa iniziativa è quello di seguire il «malato» sia dal punto di vista psicologico e psichiatrico, per consentirgli di «disintossicarsi», sia di aiutarlo ad appianare i propri debiti che rappresentano l’aspetto più problematico della riabilitazione dal gioco d’azzardo. Riuscire a pagare i debitori è sempre u n’impresa titanica in quanto, nell’illusoria convinzione di poter saldare il conto, si continua a giocare sperando in una vincita miracolosa. Atteggiamento che si traduce, il più delle volte, in uno svuotamento del proprio patrimonio. L’interruzione di questo meccanismo a circolo vizioso viene attuata dall’«amministratore di sostegno» il quale, anche mediante fidejussioni di istituti di credito convenzionati e fondi stanziati, amministra i beni del giocatore consentendogli di saldare, poco alla volta, i propri debiti seguendo un iter riabilitativo che tende a responsabilizzare l’ormai ex giocatore e a proteggerlo dalla ricaduta nel vortice del gioco d’azzardo.
«L’amministrazione dei beni del giocatore - sottolinea l’avvocato Riccardo Vizzino - è fondamentale in quanto nella maggior parte dei casi, anche quando il giocatore ha intenzione di sollevarsi dal baratro del gioco d’azzardo e di saldare i propri debiti, non riesce nel proprio intento, dato che la stragrande maggioranza dei giocatori, avendo chiesto prestiti e finanziamenti anche ad istituti di credito, risultano protestati». Vari sindaci hanno dichiarato la propria disponibilità a promuovere il progetto anti-gioco d’azzardo realizzato dallo studio legale Vizzino. Ma per portare a termine concretamente l’idea è necessario avere una sponda economica importante, dal momento che i debiti, il più delle volte, raggiungono cifre elevate. Proprio con la collaborazione dei sindaci - sottolinea Vizzino - a breve sarà organizzata una manifestazione per la quale verrà chiesto il sostegno anche al presidente della Regione: «Di fondamentale importanza - aggiunge Vizzino - risulta essere la collaborazione con la società Eni la quale, sponsorizzando il progetto, mediante anche lo stanziamento di un fondo di garanzia, potrà sostenere l’associazione nell’attività di «amministratore di sostegno» del malato di gioco d’azzardo, collaborazione indispensabile per il buon esito dell’intero progetto».
Riconoscimento di una «malattia», stop alla pubblicità ingannevole per un passatempo che sia davvero «consapevole». Continua la lotta al gioco d’azzardo dello studio legale di Riccardo Vizzino, avvocato lucano da anni in trincea contro quello che definisce una «piaga sociale». I dati di persone che giocano d’azzardo (poker ma anche lotterie istantanee, gratta & vinci e via dicendo) e si indebitano fino al collo cresce esponenzialmente. Anche in Basilicata. I riflessi sull’economia locale sono marcati e rischiano di incidere in maniera negativa anche sul fronte occupazionale: a giocare sono soprattutto gli imprenditori che dilapidano il proprio patrimonio già «rosicchiato » dalla crisi. A pagarne le conseguenze, oltre al diretto interessato e alla sua famiglia, sono anche gli operai, i dipendenti delle varie aziende.
La Regione Basilicata (primo firmatario è il consigliere Marcello Pittella) ha presentato una proposta di legge per contrastare il gioco d’azzardo, stanziando in bilancio di un fondo di euro 40.000 destinato al recupero (analisi del debito, sostegno finanziario iniziale, supporto psicologico e psichiatrico, consulenza legale) del giocatore affetto da Gap (Gioco d’Azzardo Patologico). Apprezzato l’interessamento della Regione, alla quale lo studio Vizzino rivolge l’invito a chiedere anche al presidente dell’Eni di partecipare, sotto forma di sponsorizzazione, al progetto anti-gioco d’azzardo. L’associazione creata dallo studio legale Vizzino utilizza il rimedio previsto dalla figura dell’«amministratore di sostegno», vale a dire di un soggetto che in collaborazione con i Sert, prendendosi cura del soggetto che non riesce ad uscire dal tunnel del gioco d’azzardo, amministra i suoi beni.
Lo scopo principale di questa iniziativa è quello di seguire il «malato» sia dal punto di vista psicologico e psichiatrico, per consentirgli di «disintossicarsi», sia di aiutarlo ad appianare i propri debiti che rappresentano l’aspetto più problematico della riabilitazione dal gioco d’azzardo. Riuscire a pagare i debitori è sempre u n’impresa titanica in quanto, nell’illusoria convinzione di poter saldare il conto, si continua a giocare sperando in una vincita miracolosa. Atteggiamento che si traduce, il più delle volte, in uno svuotamento del proprio patrimonio. L’interruzione di questo meccanismo a circolo vizioso viene attuata dall’«amministratore di sostegno» il quale, anche mediante fidejussioni di istituti di credito convenzionati e fondi stanziati, amministra i beni del giocatore consentendogli di saldare, poco alla volta, i propri debiti seguendo un iter riabilitativo che tende a responsabilizzare l’ormai ex giocatore e a proteggerlo dalla ricaduta nel vortice del gioco d’azzardo.
«L’amministrazione dei beni del giocatore - sottolinea l’avvocato Riccardo Vizzino - è fondamentale in quanto nella maggior parte dei casi, anche quando il giocatore ha intenzione di sollevarsi dal baratro del gioco d’azzardo e di saldare i propri debiti, non riesce nel proprio intento, dato che la stragrande maggioranza dei giocatori, avendo chiesto prestiti e finanziamenti anche ad istituti di credito, risultano protestati». Vari sindaci hanno dichiarato la propria disponibilità a promuovere il progetto anti-gioco d’azzardo realizzato dallo studio legale Vizzino. Ma per portare a termine concretamente l’idea è necessario avere una sponda economica importante, dal momento che i debiti, il più delle volte, raggiungono cifre elevate. Proprio con la collaborazione dei sindaci - sottolinea Vizzino - a breve sarà organizzata una manifestazione per la quale verrà chiesto il sostegno anche al presidente della Regione: «Di fondamentale importanza - aggiunge Vizzino - risulta essere la collaborazione con la società Eni la quale, sponsorizzando il progetto, mediante anche lo stanziamento di un fondo di garanzia, potrà sostenere l’associazione nell’attività di «amministratore di sostegno» del malato di gioco d’azzardo, collaborazione indispensabile per il buon esito dell’intero progetto».

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