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Potenza, scuole costruite con cemento taroccato? Indagano i carabinieri
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030910
Potenza, scuole costruite con cemento taroccato? Indagano i carabinieri
di Fabio Amendolara
Il sospetto è che per i lavori di ristrutturazione sia stato usato «cemento depotenziato» e materiale inerte non corrispondente ai parametri previsti dal capitolato di appalto. «Frode nelle pubbliche forniture», la chiamano gli investigatori.
Il sostituto procuratore Anna Franca Ventricelli sta cercando di capire se le caratteristiche qualitative della struttura in cemento della scuola elementare Domiziano Viola di viale Marconi a Potenza corrispondano alle specifiche d’appalto.
È da lì che è partita l’inchiesta. Un consulente tecnico - nominato dalla Procura della Repubblica di Potenza - sta accertando la «resistenza alla compressione» del calcestruzzo impiegato. Dovrà verificare se rispetta i valori indicati nel progetto. Altrimenti si configurerebbe una truffa aggravata ai danni dello Stato.
La sicurezza dell’istituto, al momento, non è in discussione.
Nonostante un esposto arrivato in Procura indicava la Domiziano Viola, che dal Comune è considerata il fiore all’occhiello dell’edilizia scolastica potentina, come una struttura fragile. E una delle cause, sempre secondo chi ha inviato l’esposto, è proprio l’eccessiva quantità di sabbia nel calcestruzzo utilizzato.
Per ora è solo un’ipotesi. Che il consulente tecnico che ha ricevuto incarico dalla Procura - e che si sta occupando di indagini simili anche in Abruzzo - sta cercando di accertare. Qualche giorno fa è stato a Potenza e pare abbia prelevato alcuni campioni di cemento dalla struttura della Domiziano Viola. «Atto irripetibile», viene definito in gergo tecnico giuridico. È un esame a cui partecipano anche i consulenti degli indagati: in questo caso i titolari dell’impresa di costruzioni che ha vinto l’appalto e i fornitori del materiale usato.
Servirà a stabilire se il materiale impiegato rispetta gli standard o se, come segnalato, dietro i lavori di ristrutturazione si nasconde una truffa.
Eppure quella scuola è stata demolita e ricostruita da capo, nell’osservanza delle normative antisismiche. Ci sono anche le uscite di sicurezza, le porte antipanico e i dissipatori di energia: un innovativo sistema antisismico.
Sono ben visibili dall’esterno della struttura le grosse travi d’acciaio verniciate con colori diversi. Un intervento che mirava a conseguire una resistenza di molto superiore a quella richiesta dalla normativa e a migliorare le capacità dissipative dell’edificio in caso di terremoti violenti. È possibile che qualcuno, proprio per quella scuola, abbia risparmiato sul cemento?
I carabinieri del Reparto operativo del comando provinciale di Potenza vogliono vederci chiaro. Pare che abbiano già acquisito tutta la documentazione che riguarda i lavori di ristrutturazione. Soprattutto le fatture.
Hanno necessità di capire che tipo di materiale è stato impiegato per le forniture e che cifre sono state spese. Ma devono anche stabilire se durante la ristrutturazione dell’edificio è stato effettuato, così come prevede la norma, «il prelievo dei provini per il controllo» della qualità del calcestruzzo, che va eseguito alla presenza del direttore dei lavori. L’esame tecnico si chiama proprio «controllo di accettazione del calcestruzzo».
L’indagine, poi, si sposterà verso altre opere pubbliche, tra cui altri istituti scolastici, che, si sospetta, sarebbero stati ristrutturati con la stessa tecnica, anche se da altre imprese di costruzioni.
Il sospetto è che per i lavori di ristrutturazione sia stato usato «cemento depotenziato» e materiale inerte non corrispondente ai parametri previsti dal capitolato di appalto. «Frode nelle pubbliche forniture», la chiamano gli investigatori.
Il sostituto procuratore Anna Franca Ventricelli sta cercando di capire se le caratteristiche qualitative della struttura in cemento della scuola elementare Domiziano Viola di viale Marconi a Potenza corrispondano alle specifiche d’appalto.
È da lì che è partita l’inchiesta. Un consulente tecnico - nominato dalla Procura della Repubblica di Potenza - sta accertando la «resistenza alla compressione» del calcestruzzo impiegato. Dovrà verificare se rispetta i valori indicati nel progetto. Altrimenti si configurerebbe una truffa aggravata ai danni dello Stato.
La sicurezza dell’istituto, al momento, non è in discussione.
Nonostante un esposto arrivato in Procura indicava la Domiziano Viola, che dal Comune è considerata il fiore all’occhiello dell’edilizia scolastica potentina, come una struttura fragile. E una delle cause, sempre secondo chi ha inviato l’esposto, è proprio l’eccessiva quantità di sabbia nel calcestruzzo utilizzato.
Per ora è solo un’ipotesi. Che il consulente tecnico che ha ricevuto incarico dalla Procura - e che si sta occupando di indagini simili anche in Abruzzo - sta cercando di accertare. Qualche giorno fa è stato a Potenza e pare abbia prelevato alcuni campioni di cemento dalla struttura della Domiziano Viola. «Atto irripetibile», viene definito in gergo tecnico giuridico. È un esame a cui partecipano anche i consulenti degli indagati: in questo caso i titolari dell’impresa di costruzioni che ha vinto l’appalto e i fornitori del materiale usato.
Servirà a stabilire se il materiale impiegato rispetta gli standard o se, come segnalato, dietro i lavori di ristrutturazione si nasconde una truffa.
Eppure quella scuola è stata demolita e ricostruita da capo, nell’osservanza delle normative antisismiche. Ci sono anche le uscite di sicurezza, le porte antipanico e i dissipatori di energia: un innovativo sistema antisismico.
Sono ben visibili dall’esterno della struttura le grosse travi d’acciaio verniciate con colori diversi. Un intervento che mirava a conseguire una resistenza di molto superiore a quella richiesta dalla normativa e a migliorare le capacità dissipative dell’edificio in caso di terremoti violenti. È possibile che qualcuno, proprio per quella scuola, abbia risparmiato sul cemento?
I carabinieri del Reparto operativo del comando provinciale di Potenza vogliono vederci chiaro. Pare che abbiano già acquisito tutta la documentazione che riguarda i lavori di ristrutturazione. Soprattutto le fatture.
Hanno necessità di capire che tipo di materiale è stato impiegato per le forniture e che cifre sono state spese. Ma devono anche stabilire se durante la ristrutturazione dell’edificio è stato effettuato, così come prevede la norma, «il prelievo dei provini per il controllo» della qualità del calcestruzzo, che va eseguito alla presenza del direttore dei lavori. L’esame tecnico si chiama proprio «controllo di accettazione del calcestruzzo».
L’indagine, poi, si sposterà verso altre opere pubbliche, tra cui altri istituti scolastici, che, si sospetta, sarebbero stati ristrutturati con la stessa tecnica, anche se da altre imprese di costruzioni.

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