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Fiat: smentite le prime indiscrezioni sul nuovo piano industriale
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Fiat: smentite le prime indiscrezioni sul nuovo piano industriale
A seguito delle prime indiscrezioni sul nuovo piano industraile di Fiat sono arrivate le tempestive smentite di Sergio Marchionne. L’amministratore delegato del Lingotto si è così espresso al riguardo: “Al momento il Gruppo è impegnato nella preparazione del Piano Strategico per il 2010-2014 e qualsiasi anticipazione giornalistica è assolutamente prematura e priva di ogni fondamento”.
Inoltre, riferendosi al ‘Piano per l’Italia” presentato a dicembre, Marchionne ha aggiunto che “nel progetto industriale che abbraccia un arco temporale di due anni - 2010 e 2011 - sono stati illustrati, nel dettaglio, il piano gamma prodotto, comprese le vetture di derivazione Chrysler e le allocazioni produttive dei singoli modelli per ogni stabilimento. Il progetto, come noto, prevede per i prossimi due anni un enorme impegno finanziario di Fiat in Italia: verranno spesati, per investimenti e attività di ricerca e sviluppo, due terzi degli oltre 8 miliardi di euro previsti complessivamente per tutte le attività del Gruppo nel mondo”.
Per quanto riguarda il delicato capitolo relativo ai licenziamenti, l’ad di Fiat ha affermato che “pur in presenza di mercati internazionali difficilissimi per il settore auto e per evitare i licenziamenti, è stato fatto ogni sforzo possibile per mitigare le conseguenze della crisi sui lavoratori, facendo ricorso a 30 milioni di ore di cassa integrazione nel 2009, senza licenziare nessuno”, aggiungendo che “Si sta cercando di strumentalizzare il discorso sull’occupazione in Italia, in un momento sbagliato. Ci hanno accusato di tantissime cose, ma abbiamo cercato di mantenere l’equilibrio sociale negli scorsi 24 mesi. Stiamo gestendo un momento difficile nei migliori dei modi, abbiamo protetto l’aspetto operativo al massimo con sacrifici enormi. Non voglio medaglie, ma quello che è stato fatto è stato fatto. Ricordatevi dove era Fiat nel 2004″.
Sui dettagli del piano, Sergio Marchionne ha detto che “non lo conosco, stiamo ancora lavorando. Quelle dei giornali sono speculazioni, qualsiasi cosa dicessi sarebbe incompleta. Lasciateci finire, è un lavoraccio. Siamo una grande azienda, e meno male, abbiamo attività in tutte le parti del mondo”. E sul futuro di Mirafiori, il manager Fiat ha detto che “se ne è già parlato a dicembre”, mentre per Termini Imere ha ribadito che “siamo in contatto, collaboriamo. Tutto quello che possiamo fare lo faremo. La soluzione si dovrà pure trovare”.
Infine, sull’ipotesi di Spin Off delle attività automobilistiche, ha concluso dicendo che “Ogni notizia circa ipotizzate operazioni straordinarie e relativi modalità, tempi, perimetro e valori è frutto di congetture, nate al di fuori del Gruppo. Eventuali decisioni che dovessero essere conseguenti alla realizzazione del Piano Strategico saranno adottate dagli organi sociali e comunicate al mercato secondo quanto previsto dalla normativa”.
Intanto, sono arrivate le prime reazioni dei sindacati alle indiscrezioni sul pianto di Fiat per il periodo 2010-2014. Giorgio Cremaschi della Fiom ha dichiarato che “Il piano Fiat è una vergogna che conferma le nostre peggiori e spesso inascoltate previsioni. La realtà è che la Fiat comincia a lasciare l’Italia con una valanga di licenziamenti. La presentazione del piano il 21 aprile sarà uno dei momenti più drammatici della storia della Fiat perché Marchionne lo dovrà illustrare ai 5.000 lavoratori che vuole licenziare e anche a tutti gli altri. Si andrà a uno scontro frontale e drammatico. Il governo intervenga smettendola di minimizzare o di coprire le posizioni di Marchionne”.
Via | ANSA
Inoltre, riferendosi al ‘Piano per l’Italia” presentato a dicembre, Marchionne ha aggiunto che “nel progetto industriale che abbraccia un arco temporale di due anni - 2010 e 2011 - sono stati illustrati, nel dettaglio, il piano gamma prodotto, comprese le vetture di derivazione Chrysler e le allocazioni produttive dei singoli modelli per ogni stabilimento. Il progetto, come noto, prevede per i prossimi due anni un enorme impegno finanziario di Fiat in Italia: verranno spesati, per investimenti e attività di ricerca e sviluppo, due terzi degli oltre 8 miliardi di euro previsti complessivamente per tutte le attività del Gruppo nel mondo”.
Per quanto riguarda il delicato capitolo relativo ai licenziamenti, l’ad di Fiat ha affermato che “pur in presenza di mercati internazionali difficilissimi per il settore auto e per evitare i licenziamenti, è stato fatto ogni sforzo possibile per mitigare le conseguenze della crisi sui lavoratori, facendo ricorso a 30 milioni di ore di cassa integrazione nel 2009, senza licenziare nessuno”, aggiungendo che “Si sta cercando di strumentalizzare il discorso sull’occupazione in Italia, in un momento sbagliato. Ci hanno accusato di tantissime cose, ma abbiamo cercato di mantenere l’equilibrio sociale negli scorsi 24 mesi. Stiamo gestendo un momento difficile nei migliori dei modi, abbiamo protetto l’aspetto operativo al massimo con sacrifici enormi. Non voglio medaglie, ma quello che è stato fatto è stato fatto. Ricordatevi dove era Fiat nel 2004″.
Sui dettagli del piano, Sergio Marchionne ha detto che “non lo conosco, stiamo ancora lavorando. Quelle dei giornali sono speculazioni, qualsiasi cosa dicessi sarebbe incompleta. Lasciateci finire, è un lavoraccio. Siamo una grande azienda, e meno male, abbiamo attività in tutte le parti del mondo”. E sul futuro di Mirafiori, il manager Fiat ha detto che “se ne è già parlato a dicembre”, mentre per Termini Imere ha ribadito che “siamo in contatto, collaboriamo. Tutto quello che possiamo fare lo faremo. La soluzione si dovrà pure trovare”.
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