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Fiorentina, che peccato Un successo senza gioia
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Fiorentina, che peccato Un successo senza gioia
In questi casi si dice che è stato bello finché è durato. E stavolta si può aggiungere che il sogno si è concluso dignitosamente, anzi con orgoglio: la Fiorentina lascia la Champions dopo essersela giocata alla pari col Bayern, anzi con un conto dei gol regolari a proprio favore. Ma la lascia, forse chiudendo così simbolicamente un’epoca intera, quella che porta la firma di Prandelli.
MANICHE CORTE — Nel gelo del Franchi alcuni viola si presentano addirittura a maniche corte, a testimonianza di quanto si sentano “caldi”. Poi si parte, Vargas c’è e si vede subito che Prandelli ci punta, perché in fase di possesso il modulo della Fiorentina sembra quasi un 4-2-4, con i tre trequartisti (oltre al peruviano, Marchionni e Jovetic) molto vicini a Gilardino. Vargas è anche il primo a farsi vivo, prima con una bella punizione dalla distanza che sorvola di poco la traversa poi con un bel tiro-cross dalla sinistra su cui Butt deve buttarsi. Dall’altra parte si cerca di tener palla e si approfitta di ogni pausa per recuperare secondi preziosi, affidando alle due ali Robben e Ribery (ma soprattutto al francese) qualche guizzo di alleggerimento. La tattica sembra funzionare, perché con il passare dei minuti le comparse dei viola nell’area avversaria si fanno più rare. Ma, appunto, Vargas c’è ed è tonico. Sa che bisogna provarci da lontano, e se non è lui a farlo sa che occorre avventarsi sui rimbalzi e lo fa puntualmente come un gatto quando Butt può solo respingere un bel tiro di Marchionni. È l’1-0 che cambia volto alla gara: ora è vantaggio Fiorentina, e tocca al Bayern fare la partita. I tedeschi però confermano, nel bene e nel male di non avere molte carte diverse dalle sgroppate e dalle convergenze delle due ali. Ed è vero che quando Robben sfonda sono dolori: ne sa qualcosa Frey, che al 33’ è riuscito per miracolo a deviare in corner un suo potentissimo diagonale. Ma per il resto, fino alla fine del tempo, si vedono da parte bavarese poco gioco e qualche pasticcio, e sposta poco l’innesto di un fischiatissimo Klose, l’uomo del misfatto di Monaco.
GILA SPRECA — Si riprende come in avvio di primo tempo, con i viola ancora in attacco e un Bayern curiosamente moscio. Gilardino per due volte ha la palla buona davanti a Butt, ma spreca, in modo anche clamoroso la seconda volta (tiro da pochi passi sul portiere a terra). C’è anche un bel tiro del solito Vargas, mentre dall’altra parte tutto tace, con Ribery chiuso nella gabbia De Silvestri-Montolivo (e all’occorrenza Natali) e Robben poco servito a destra. Per svegliare i bavaresi ci vuole il secondo gol viola, quello del riscatto del Gila, che al 9’ con un tacco delizioso smarca Jovetic per la conclusione vincente da pochi passi. A quel punto gli uomini di Van Gaal capiscono che si mette male e attaccano in forze: il primo pallone che Ribery riesce a far filtrare dalla sua gabbia diventa un assist per il piattone di Van Bommel che sorprende Frey: parità. La risposta viola è veloce, nei tempi come nell’azione: sale Vargas, cross e assist preciso di testa del Gila ancora per Jovetic, e sono tre. Ma la controreazione bavarese è ancora più fulminea, perché Robben va a prendersi palla in mezzo e si libera per un micidiale sinistro da 25 metri. La botta stavolta è forte: i viola ci riprovano, ma inizia a vedersi meno lucidità soprattutto in chi, come Montolivo, è chiamato alla giocata più ispirata. Prandelli gioca il tutto per tutto con Keirrison (solo qualche banale errore da parte sua) per Vargas, ma così adesso il Bayern ha spazi, Robben e Ribery imperversano e creano apprensione e i minuti passano inesorabilmente fino al fischio finale. Dopo il quale il popolo del Franchi non può che sfogare la sua rabbia con un “Ladri, ladri”.
MANICHE CORTE — Nel gelo del Franchi alcuni viola si presentano addirittura a maniche corte, a testimonianza di quanto si sentano “caldi”. Poi si parte, Vargas c’è e si vede subito che Prandelli ci punta, perché in fase di possesso il modulo della Fiorentina sembra quasi un 4-2-4, con i tre trequartisti (oltre al peruviano, Marchionni e Jovetic) molto vicini a Gilardino. Vargas è anche il primo a farsi vivo, prima con una bella punizione dalla distanza che sorvola di poco la traversa poi con un bel tiro-cross dalla sinistra su cui Butt deve buttarsi. Dall’altra parte si cerca di tener palla e si approfitta di ogni pausa per recuperare secondi preziosi, affidando alle due ali Robben e Ribery (ma soprattutto al francese) qualche guizzo di alleggerimento. La tattica sembra funzionare, perché con il passare dei minuti le comparse dei viola nell’area avversaria si fanno più rare. Ma, appunto, Vargas c’è ed è tonico. Sa che bisogna provarci da lontano, e se non è lui a farlo sa che occorre avventarsi sui rimbalzi e lo fa puntualmente come un gatto quando Butt può solo respingere un bel tiro di Marchionni. È l’1-0 che cambia volto alla gara: ora è vantaggio Fiorentina, e tocca al Bayern fare la partita. I tedeschi però confermano, nel bene e nel male di non avere molte carte diverse dalle sgroppate e dalle convergenze delle due ali. Ed è vero che quando Robben sfonda sono dolori: ne sa qualcosa Frey, che al 33’ è riuscito per miracolo a deviare in corner un suo potentissimo diagonale. Ma per il resto, fino alla fine del tempo, si vedono da parte bavarese poco gioco e qualche pasticcio, e sposta poco l’innesto di un fischiatissimo Klose, l’uomo del misfatto di Monaco.
GILA SPRECA — Si riprende come in avvio di primo tempo, con i viola ancora in attacco e un Bayern curiosamente moscio. Gilardino per due volte ha la palla buona davanti a Butt, ma spreca, in modo anche clamoroso la seconda volta (tiro da pochi passi sul portiere a terra). C’è anche un bel tiro del solito Vargas, mentre dall’altra parte tutto tace, con Ribery chiuso nella gabbia De Silvestri-Montolivo (e all’occorrenza Natali) e Robben poco servito a destra. Per svegliare i bavaresi ci vuole il secondo gol viola, quello del riscatto del Gila, che al 9’ con un tacco delizioso smarca Jovetic per la conclusione vincente da pochi passi. A quel punto gli uomini di Van Gaal capiscono che si mette male e attaccano in forze: il primo pallone che Ribery riesce a far filtrare dalla sua gabbia diventa un assist per il piattone di Van Bommel che sorprende Frey: parità. La risposta viola è veloce, nei tempi come nell’azione: sale Vargas, cross e assist preciso di testa del Gila ancora per Jovetic, e sono tre. Ma la controreazione bavarese è ancora più fulminea, perché Robben va a prendersi palla in mezzo e si libera per un micidiale sinistro da 25 metri. La botta stavolta è forte: i viola ci riprovano, ma inizia a vedersi meno lucidità soprattutto in chi, come Montolivo, è chiamato alla giocata più ispirata. Prandelli gioca il tutto per tutto con Keirrison (solo qualche banale errore da parte sua) per Vargas, ma così adesso il Bayern ha spazi, Robben e Ribery imperversano e creano apprensione e i minuti passano inesorabilmente fino al fischio finale. Dopo il quale il popolo del Franchi non può che sfogare la sua rabbia con un “Ladri, ladri”.

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