Fuori dalla recessione, ma con qualche disoccupato in più
Gli economisti di UBS hanno rivisto al rialzo le previsioni congiunturali per l’anno in corso, portandole dall’1,7 al 2%. Gli effetti della crisi sul mercato del lavoro continuano tuttavia a farsi sentire: a gennaio, la disoccupazione ha raggiunto il 4,5%, toccando il livello più alto dal marzo del 1998.
La Svizzera si è lasciata finalmente alle spalle la recessione. Questa, almeno, è la convinzione degli esperti del principale istituto bancario del paese. L’immigrazione continuerà a sostenere i consumi (+1,1%) che saranno tuttavia frenati dall’atteso aumento della disoccupazione. Un contributo positivo alla crescita giungerà anche dagli investimenti in nuove attrezzature (+3,2%), dalle esportazioni (+3,2%) e dagli investimenti nell'edilizia (+0,3%).
Aspettando la ripresa congiunturale, il mercato del lavoro in Svizzera continua ad annaspare. A gennaio il numero dei senza lavoro è salito a 175'765, mentre il relativo tasso ha raggiunto la soglia del 4,5% (+0,1 punti rispetto al mese precedente). Si tratta del livello più alto dal marzo 1998.
Stando alla Segreteria di Stato dell'economia (SECO), il primato negativo spetta ai cantoni Ginevra e Neuchâtel, con un tasso del 7,3%, seguiti dal Giura al 6,3%. Appenzello Interno è invece il cantone con meno disoccupati (1,6%), seguito da Uri (1,9%) e Obvaldo (1,9%).