''Particolare attenzione'' al mondo dei social network è stata rivolta dai ministri dell'Interno e della Giustizia che prendono parte al vertice del G8 in corso a Roma. L'allarme riguarda il rischio che il fenomeno possa costituire una forte attrattiva per i criminali e i terroristi. Per questo motivo si stanno discutendo in queste ore le modalità operative per giungere a forme di cooperazione fra i gestori e le forze di polizia, in modo da consentire un'efficace attività di prevenzione.
Più in generale, si apprende in ambienti del vertice, i Paesi del G8 si sono trovati d'accordo sulla necessità di reagire al cyber crime con risposte all'avanguardia sotto il profilo tecnologico e con il consolidamento della prassi internazionale di scambio delle informazioni.
In particolare, è stata avanzata la proposta di creare un gruppo di lavoro di esperti che, in collaborazione con l'Unodc (United nations office on drugs and crime) e Interpol, sviluppino nuove misure per far fronte al fenomeno. In questa prospettiva è stata poi sottolineata la necessità di una maggiore collaborazione tra il mondo del business dell'information communication technologies e le forze di polizia.
In particolare, i ministri della Giustizia e dell'Interno del G8 hanno puntato ''l'attenzione sul tema del furto delle identità". E' stato il ministro della Giustizia Angelino Alfano a sottolineare, al termine della prima giornata di lavoro del vertice la necessità che "per quanto riguarda la criminalità informatica ci sia una maggiore collaborazione dei social network e una grande collaborazione tra le forze che sviluppano le indagini e questi social network".